“Incostituzionalità del testo? Il ragionamento dovrebbe venire invertito e si dovrebbe partire dalla constatazione che incostituzionali non sarebbero le nuove norme proposte, quanto piuttosto lo status di fatto e di diritto in cui ci si trova ora come società, istituzioni e Stato italiano. Si tratta di uno status di illegalità costituzionale conclamata e recidiva nei confronti e a danno di persone comunque unite da vincoli quanto meno di affetto e nei confronti di bimbi che qualcuno, con sprezzo estremo del senso di umanità (e di misericordia, direbbero le fonti ecclesiali), continua a non voler tutelare in maniera piena. Costoro vorrebbero la perpetuazione di un vuoto istituzionale e uno stato permanente di non uguaglianza e non solidarietà, francamente fuori dalla storia sociale e civica dell’umanità”. Lo ha dichiarato il sen. Felice Casson, vicepresidente Pd della commissione Giustizia, intervenendo in discussione generale sul testo del ddl sulle unioni civili.
“E questo fondamentale principio di uguaglianza costituisce un faro imprescindibile anche per il sistema istituzionale europeo – ha proseguito – in cui la Carta dei diritti fondamentali ha cancellato il requisito della diversità di sesso sia per il matrimonio, sia per ogni altra forma di costituzione della famiglia, riaffermando decisamente che non sono ammesse discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”.
“Si tratta – ha concluso Casson molto semplicemente e in maniera molto trasparente, di prendere atto di tante situazioni di fatto, di coppie che si amano e di tanti bimbi e bimbe che già esistono e che hanno diritti fondamentali, in quanto persone, che la politica e il legislatore hanno il dovere, sociale etico e giuridico, di regolamentare, tenendo ben presente il faro dell’uguaglianza, della dignità e della solidarietà”.