‘Condivido che tra le motivazioni che hanno portato la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale a condannare Felice Belloli a quattro mesi di inibizione, ci sia un esplicito riferimento alla violazione dei doveri di osservanza delle norme e degli atti federali, nonché dei principi di lealtà, correttezza e probità, si tratta di un linguaggio tecnico con cui il Tribunale ha in sostanza riconosciuto l’incompatibilità tra l’incarico pubblico che Belloli esercitava, in qualità di presidente della Lega Dilettanti, e il linguaggio omofobo e sessista con cui aveva apostrofato le calciatrici durante un consiglio direttivo del dipartimento calcio femminile’.
Lo dichiara in una nota la Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, che aggiunge:
‘Per la prima volta, nel nostro Paese viene condannata all’inibizione, cioè alla sanzione più grave prevista dal regolamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio, una persona che adottando un linguaggio sessista ed omofobo si è resa responsabile di una vergognosa discriminazione, ora è il momento di avviare un serio percorso di rinnovamento di tutto lo sport italiano in nome di una cultura del rispetto di ogni persona’.

Ne Parlano