Senatore Federico Fornaro, vi aspettavate il dietrofront di Michele Emiliano?
«Il governatore della Puglia è sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, non lo scopriamo certo oggi. Ha una sua “dinamicità” e il suo intervento in assemblea lasciava presagire una svolta di questo tipo. Evidentemente ha ritenuto che ci fosse uno spazio a sufficienza per candidarsi nel PdR, il partito di Renzi. Noi a quel partito invece non abbiamo mai voluto iscriverci. Rispettiamo la sua scelta ma, francamente, non la condividiamo».
La scissione della minoranza resta indebolità dal forfait di Emiliano?
«Il punto non è chi c`è, ma fare le cose con chiarezza. Avere ben chiaro, cioè, l`obiettivo che si vuole perseguire. E il nostro scopo è quello di creare un nuovo centrosinistra. Non si tratta di una scissione, ma di un inizio. Vogliamo andare alle radici delle ragioni del centrosinistra recuperando quei tratti identitari che il Pd ha perso senza sostituirli con niente».
Quando si costituiranno i gruppi? I numeri che circolano – 35 parlamentari pronti a lasciare il Pd – sono realistici?
«La costituzione dei gruppi è il prossimo passo ed è imminente. Sui numeri e sui nomi è inutile fare ipotesi. Anzi, il fatto che non ci siano certezze dimostra quanto falsa fosse quella narrazione secondo la quale la scissione fosse già decisa da tempo».
Scenderete in campo già alle prossime amministrative?
«Valuteremo caso per caso. Naturalmente cominceremo ad organizzare degli eventi sul territorio e, nelle città in cui si vota, sceglieremo la migliore soluzione per far risaltare la nostra proposta politica».
Sinistra Italiana è pronta ad accordarsi con voi a patto, però, che venga meno il sostegno al governo Gentiloni.
«Sarebbe un favore a Renzi, che vuole il voto subito, e non abbiamo intenzione di farglielo. Resteremo coerenti a quanto auspicato nelle ultime Direzioni del Pd: bisogna garantire la naturale conclusione della Legislatura. Ovviamente a Gentiloni porremo delle priorità, che sono la lotta alla povertà, illavoro, la scuola e la legalità».
Votare con il governo ma distinguendovi. Non sarà facile. Se Gentiloni ponesse la fiducia su un provvedimento sgradito? Magari sulla riforma dei voucher che farà saltare il referendum sulla Cgil…
«Credo che Gentiloni sia abbastanza intelligente da evitare si arrivi allo scontro».
E se Renzi vi chiedesse un passo indietro dalle commissioni che controllate e che potrebbero condizionare l`attività del governo?
«La composizione delle commissioni è stabilita nei regolamenti delle Camere. A quello ci rifaremo. Né più né meno»