Miguel Gotor, Renzi torna in campo. Si prepara a rivoluzionare la segreteria: lei cosa ne pensa?
«L`autocritica di Renzi sembra quella di Fonzie: ammetto i vostri errori, chiedete scusa. Abbiamo vissuto tre anni in una bolla comunicativa fatta di slogan e tweet. Ora ne vuole costruire una nuova con l`idea del “ritorno”, ma ha troppa fretta. Lo insegna l`epica greca con Ulisse: la nostalgia è un sentimento che richiede tempo e senso della storia».
Renzi rivendica i 13 milioni di sì al referendum e avverte: «non fate i conti senza l`oste»…
«Trasformare un tweet di Lotti in un`analisi politica mi sembra eccessivo. L`oste con cui fare i conti è il consenso. C`è un`incrinatura profonda che riguarda il Pd, dalle amministrative in poi. Il voto del 4 dicembre è stato contro il governo, contro il renzismo e contro il Pd partito dell`establishment. Ciò va oltre le responsabilità di Renzi, governare in questa fase è molto difficile. Ma se il Pd è diventato il partito di quelli che stanno bene e basta, ci sarà anche una sua responsabilità?»
Lui rilancia il Pd a vocazione maggioritaria.
«Il 4 dicembre è finita una stagione durata 30 anni in cui si è pensato di risolvere l`equazione italiana attraverso uno sfondamento iper-maggioritario e bipolare. Si guardi la realtà, il sistema non è più bipolare. Non lo puoi forzare come ha provato a fare con l`Italicum e la riforma del Senato. Ha provato a essere l`erede di Berlusconi, ma gli italiani gli hanno detto no. A me Renzi è simpatico, gli riconosco grandi doti, ma il problema è la linea politica: è sbagliato provocare una rottura a sinistra per cercare voti a destra».
Renzi dice: sono la vera sinistra, quella che innova.
«Il Pd nasce come partito di centrosinistra alternativo alla destra. Noi invece abbiamo inciuciato con Verdini e governato con Alfano. Dire che Verdini è servito solo per fare le unioni civili è una balla cui non crede nessuno».
Ha avuto bisogno di Alfano e Verdini, spiega, perché nel 2013 il Pd (di Bersani) prese il 25%…
«Se Renzi sarà il nostro candidato alle elezioni, ci metterà la firma per arrivare primo come Bersani nel 2013. Servirebbero più umiltà e rispetto. Era stato messo a Palazzo Chigi per fare 3 cose – le riforme istituzionali, arginare M5S e far ripartire l`economia -, ma ha fallito le prime due e sulla terza si doveva fare di più. E sbaglia anche a demonizzazione M5S: compito del Pd è sfidarli, ma contribuendo al loro processo di democratizzazione. Ingiuriarli è un errore».