“Gli obiettivi del Green deal Ue
comporteranno un cambiamento radicale del nostro modo di produrre, di
consumare, di lavorare, di spostarsi. L’Italia ha le carte in regola
per diventare campione europeo nella Green economy. Ma la transizione
ecologica, insieme a quella digitale, determineranno impatti
importanti e asimmetrici sull’industria e il lavoro. Per questo
dovremo saper tenere insieme sostenibilità ambientale e coesione
sociale muovendoci su tre livelli”. Così il senatore Antonio Misiani,
responsabile Economia e finanze nella Segreteria del Pd, in una nota
rilancia i punti centrali del suo intervento nel corso della Agorà
democratica dal titolo “L’industria nella sfida della transizione
ecologica”
“A livello internazionale – prosegue Misiani – convergere in tempi
rapidi verso regole e standard ambientali per evitare effetti
distorsivi sulla concorrenza. A livello europeo, trasformare Next
generation Eu in un programma permanente e dotarci di uno strumento
strategico europeo, che riprenda la positiva esperienza di Sure, per
supportare i lavoratori dì fronte all’impatto della doppia transizione
ecologica e digitale, come ha proposto il ministro Orlando. A livello
nazionale abbiamo bisogno dì un patto per la transizione, da declinare
anche nei singoli territori, per costruire insieme politiche
industriali adeguate per salvaguardare e innovare la vocazione
manifatturiera del nostro Paese. Il Fondo per il sostegno alla
transizione industriale istituito dalla legge dì bilancio va molto
rafforzato. In questo quadro, è molto positiva la decisione del
governo dì istituire un fondo per il sostegno e la riconversione
dell’automotive”.
“Da ultimo, ma non certo ultima in ordine dì importanza, la crisi
energetica, che dobbiamo fronteggiare – aggiunge Misiani – non solo
con misure di emergenza ma anche accelerando l’attuazione della
strategia energetica che abbiamo scritto nel Pniec, che vuol dire
ridurre il consumo e cambiare le fonti di approvvigionamento dei
combustibili fossili, semplificare le procedure per spingere al
massimo sulle rinnovabili, accelerare la rigenerazione e
l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, del parco
veicolare e del manifatturiero italiano con incentivi ragionevoli, più
ambiziosi dal punto di vista ambientale e più stabili nel tempo”.