“Debbo richiamare al rispetto dei fatti i colleghi Davide Faraone e Enrico Borghi, che si ergono a giudici della coerenza del Pd in materia di riforme istituzionali.
Segnalo loro che Italia Viva ha presentato in Senato un disegno di legge che modifica la Costituzione introducendo l’elezione diretta del premier e il voto anticipato automatico in caso di cessazione anticipata dell’incarico.
Si tratta di una proposta talmente lesiva degli equilibri costituzionali e del ruolo del Presidente della Repubblica e delle due Camere da non essere mai stata portata in Parlamento dal centrosinistra di governo: né dall’Ulivo nel 1996, né dal Pds con la Bozza Salvi nella Bicamerale del 1997. E nemmeno nel 2015 da Renzi, la cui proposta di riforma della Costituzione non conteneva affatto, e Borghi e Faraone dovrebbero saperlo, né l’elezione diretta del premier né la clausola simul stabunt simul cadent. Noto infine, da esponente di lunga data di “LibertàEguale”, che anche l’articolato presentato dal professor Stefano Ceccanti nell’ultima assemblea nazionale dell’associazione non prevede in alcun modo di modificare la Costituzione per eleggere direttamente il premier. Ciò sulla base della piena consapevolezza, che purtroppo sembra mancare a Iv, dell’impatto dirompente che l’inserimento dell’elezione diretta avrebbe di per sé sugli equilibri di fondo della nostra Carta”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.