“Un’indagine conoscitiva durata due anni, dal 2019 al 2021, portata avanti dalla Commissione Cultura del Senato, da cui si evince che in Italia esiste una ‘Questione universitaria’ evidente, in corso da tempo e che si è amplificata durante la pandemia. Una crisi educativa che riguarda il sistema Paese, perché dal diritto allo studio e dalla ricerca dipendono il futuro dell’Italia, la nostra capacità di crescere e di competere, la transizione ecologica e l’innovazione. Il diritto allo studio e il diritto al lavoro sono tutt’uno. L’università sconta un sotto finanziamento, a partire dai pesanti tagli del 2009-2010 da cui non si è ancora ripresa, che ha configurato un sistema universitario ristretto, chiuso e respingente, incapace di rispondere alla domanda di futuro delle giovani generazioni. Serve un piano per il diritto allo studio che delinei i Livelli essenziali di prestazione per le Regioni e investimenti certi per il reclutamento di nuovi professori e ricercatori”. Lo ha detto il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione Cultura, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’indagine conoscitiva sulla condizione studentesca e il precariato della ricerca, alla quale hanno partecipato la ministro Maria Cristina Messa, Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr; Luigi Leone Chiapparino, presidente Cnsu; Ferruccio Resta, presidente Crui; Antonio Vicino, presidente Cun; Antonio Zoccoli, presidente della Consulta enti pubblici di ricerca. “L’ascensore sociale si è bloccato – ha continuato Verducci – Per chi vive in condizioni disagiate è proibitivo riuscire a laurearsi. Il diritto allo studio deve essere al centro di un nuovo modello di sviluppo. Va contrastato il precariato nella ricerca, restituendo diritti, tutele e dignità economica al mestiere di ricercatore. Servono risorse per un piano decennale di assunzione nelle università, e per una piena copertura economica della riforma del reclutamento in discussione in Senato”.