‘Il partito Renzi-Verdini-Azzollini? Enorme scemenza’
A metà pomerigio prende una pausa nel suo studio al Senato, quello di capogruppo del Pd. Giornata difficile per Luigi Zanda. Complicata dalle dichiarazioni del vicepresidente del Pd Debora Serracchiani che, una volta scappati buoi, ha detto: «Su Azzollini il Pd ha sbagliato e deve dirlo».
Cosa risponde?
«Resto sempre sorpreso sulla capacità delle persone di esprimere opinioni nette sull`arresto o la libertà di una persona senza aver letto gli atti. Senza essere stati presenti al dibattito in aula. E senza, in questo caso, far parte del Senato dove, ricordo, c`è stata una riunione dell`ufficio di presidenza del gruppo in cui si è a lungo dibattuto su cosa fare. Da qui l`indicazione di tener conto del voto della Giunta e di votare secondo il convincimento di ciascuno».
Pentito di aver scritto, in quel modo, la mail martedì pomeriggio?
«No perchè ho richiamato in modo inequivoco il voto della Giunta che si era espressa per l`arresto, ho invitato alla lettura degli atti e precisato che non era in gioco la presunta colpevolezza di Azzollini ma solo il fumus persecutionis».
Il senatore Azzollini, indagato per bancarotta, è un uomo a piede libero. Doveva andare così?
«Sono contrario all`utilizzo del voto segreto, che nessuno di noi ha richiesto. Non è più uno strumento di garanzia delle libere opinioni ma sempre più un mezzo di lotta politica».
Allude a trasversalismi tattici per mettervi in difficoltà?
 «Questo voto è stato caratterizzato da una vasta trasversalità. Non è possibile fare un conto così preciso su chi ha votato a favore e chi contro. Nel Pd c`erano convincimenti diversi e quindi so che i senatori non hanno votato tutti allo stesso modo».
L`analisi del voto è però chiarissima: circa ottanta senatori Pd hanno votato contro l`arresto osi sono astenuti.
«I senatori del Pd che hanno votato contro l`arresto lo hanno fatto dopo aver letto le carte»
 Ma è difficile spiegare il ribaltamento tra la Giunta e l`aula.
«La giunta è un organo paragiurisdizionale e i suoi componenti hanno funzioni molto simili a quelle di una magistratura. L’aula è un`assise con natura diversa. Se il caso è complesso è necessario sollecitare i senatori a farsi un proprio convincimento».
 Cosa dice a un cittadino che le chiede conto di questa votazione?
«Che in tempi molto brevi Azzollini sarà giudicato dal suo giudice naturale ed è lì che dovrà provare la sua innocenza. Il Senato era chiamato a pronunciarsi sulla misura cautelare ed è solo su questo che si è espresso con trasversalità».
 Se fosse stato votato l`arresto, la maggioranza ne avrebbe sofferto?
 «È un calcolo che non possiamo fare. Dobbiamo parlare solo del merito della decisione ed escludere considerazioni politiche. Solo così possiamo affermare di stare in un stato di diritto».
Oggi, però, diabolica coincidenza, è nato anche il nuovo gruppo di Verdini. C`è una nuovamaggioranzaRenzi-Verdini-Azzollini.
 «Stupidaggini ne sento tante, poche così grosse».
Ma lei è soddisfatto di questo voto?
«Non è importante che le dica se sono soddisfatto. È più importante che le dica che non sono soddisfatto per come il voto è stato letto da molti».

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